mercoledì 23 luglio 2008

Risultati fra il 13 e il 20 luglio 2008



Domenica 13 luglio la gara che parte da Piano Audi ed arriva al Monte Soglio ha visto la vittoria di Francesco Bianco (CRC Alpignano) su Fabrizio Attardi (Libertas Forno Sergio Benetti) ed Enzo Mersi (Atletica Monterosa Fogu Arna). Prima donna a tagliare il traguardo Ornella Bosco (Libertas Forno Sergio Benetti) con un buon vantaggio su Alma Rrika (Tranese) e Sabrina Lucco Borlera (CBR Borgaretto).

Nella stessa giornata a Chianocco si è disputata la 10° edizione del Trofeo Alpe Balmafol dove in campo maschile dove l'esperto Andrea Basolo (Giò 22 Rivera) ha la meglio sui più giovani Dario Natale (Atletica Susa) e Roberto Busi (Atletica Saluzzo). Vince di misura fra le donne Alessandra Bianco (Atletica Cumiana) su Mirella Cabodi (Giò 22 Rivera). Terza posizione per Marina Plavan (Baudenasca).

Giovedì 17 luglio si è svolto ad Alice Castello il 25° Giro Podistico di Alice. Primo assoluto è Luca Cerva (Libertas Forno Sergio Benetti). Seconda e terza posizione rispettivamente per Alberto Mosca (GS Orecchiella Garfagnana) e Michele Anselmo (Vittorio Alfieri Asti). In campo femminile Vittoria in solitaria per Melissa Peretti (COVER Mapei) su Emanuela Trinchero (Cedas Lancia Verrone) e Valentina Roberto (Atletica Saluzzo).

Venerdì 18 luglio Silvio Gambetta (Atletica Arquatese Boggeri) va a vincere la prima edizione della STRAMOLARE. Piazza d'onore per Michele Moscino (Maratoneti Genovesi) e terzo posto per Diego Scabbio (Atletica Novese). In campo femminile Mirella Borciani (Atletica Alessandria) precede di appena una posizione Giuseppina Gioseffi (Atletica Varazze). Più staccata Alina Roman (Atletica Varazze).

Sabato scorso Marco Vitalini (Atletica Sandro Calvesi) si è imposto alla StraBrandizzo. Dietro di lui Luca Cerva (Libertas Forno Sergio Benetti) e Bruno Santachiara (Runner Team 99). Ottimo sesto posto per Igor Martello. La gara femminile è dominata da Nadia Ejjafini (Runner Team 99). Completano il podio le compagne di squadra Federica Viano e Sara Ferroglia.

martedì 22 luglio 2008

Villa della Regina



Villa della Regina

A Torino, situata sulla collina a poca distanza dalla Gran Madre, si trova Villa Regina, complesso di vigna e giardini costruito sul modello delle ville romane. E' il principe cardinale Maurizio di Savoia, figlio di Carlo Emanuele I, a volerla costruire agli inizi del Seicento. La moglie Ludovica darà il suo contributo facendo ampliare fabbricati e giardini e aggiornando decorazioni e arredi.

Alla morte di Ludovica, avvenuta nel 1692, la Vigna divenne proprietà della moglie di Vittorio Amedeo II Anna d'Orléans, che continua l'opera di sviluppo e trasformazione. Ulteriori modifiche saranno apportate poi da nomi celebri quali Filippo Juvarra e Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano.

Una volta persa la funzione di dimora villeggiatura reale, nel 1868 Vittorio Emanuele II dona la struttura all'Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari. Durante il secolo scorso una serie di fattori tra i quali interventi non adeguati e danni di guerra contribuiscono a rompere l'euilibrio architettonico di questa straordinaria costruzione.

Nel 1975, a seguito della soppressione dell’Istituto, edifici e giardini vengono abbandonati e da quel momento comincia un lento ed inesorabile degrado, non fermato dai sporadici interventi statali degli anni '80.

La svolta avviene nel 1994 quando il complesso viene consegnato alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte che provvedono al restauro. Fra il 1997 ed il 2006 sono stati attuati complessi restauri per riportare la Villa al suo antico splendore.

Dall’agosto 2006 è aperta al pubblico ed è possibile accedervi tramite visite guidate gratuite con obbligo di prenotazione. Qui sotto riporto un collegamento con alcune immagini relative alla struttura:
GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA VILLA DELLA REGINA

domenica 20 luglio 2008

Intermezzo agonistico a Giaveno



Racconto di gara - 20 luglio 2008

Dopo aver gareggiato a Corio qualche settimana fa, stamane ho pensato di partecipare alla Stragiaveno, manifestazione podistica al secondo anno di vita. Sarà che ci si trova nel bel mezzo del periodo vacanziero, sarà che per molte squadre è terminata la prima parte della stagione agonistica, sarà ancora la concomitanza delle gare di Tavagnasco e del Moncenisio, sta di fatto che i partecipanti non erano numerosi. Presenza di spicco quella del forte atleta Gabriele Abate, che andrà a vincere facilmente la prova.

Il percorso era costituito da due giri identici all'interno del paese. Si partiva da Giaveno, percorrendo un primo tratto in salita che si spingeva fino alla frazione de La Buffa. Poi un'ampia curva sulla sinistra riportava i corridori sul lungo rettilineo che collega Giaveno a Coazze.

Prima della gara abbozzo un breve riscaldamento e mi accorgo che le gambe sembrano due pezzi di legno. Pazienza, vedrò si scioglierle durante la salita iniziale... ;-) Saluto Fabio e conosco Raffaele, neopodista dell'Atletica Nichelino.

Appena partiti cerco subito di interpretare la salita in modo da evitare inutili sprechi di risorse energetiche. Di lì a poco mi supera Eugenio Bocchino, conduttore della trasmissione PIEMONTE IN CORSA: inizialmente guadagna pochi metri, poi la distanza si fa sempre più grande finché dopo un po' non lo vedrò più... ;-) Ora basta! Mi riprometto di superarlo definitivamente durante la ripresa autunnale... almeno spero :-D

A poco a poco le sensazioni migliorano e la mia corsa si fa più fluida. Sono passati due chilometri dall'inizio della gara quando il percorso svolta a sinistra preannunciando la discesa. Quest'ultimo tratto di strada, che ho fatto diverse volte in bicicletta è un lungo rettilineo con una pendenza leggera e costante, ideale per recuperare lo sforzo appena compiuto in salita. La gara prosegue e, durante la salita del secondo giro, mi trovo a correre da solo. Il non potersi appoggiare mentalmente a qualcuno, specie in tratti con pendenza sfavorevole, non aiuta di certo, ma la fatica sta per volgere al termine. Poco dopo, infatti, si ripresenta il lungo tratto in discesa, nel quale io, ogni tanto, mi volto indietro nervosamente per vedere se l'atleta alle mie spalle è in grado di raggiungermi e di superarmi. Subirò un sorpasso solo poco prima dell'arrivo.

Manca ormai poco alla fine quando incrocio Fabio e Giuseppe, che, volto rilassato e passo leggero, sono intenti ad effettuare il defaticamento. Più che aver partecipato ad una competizione, sembrano appena usciti dal bar dopo un aperitivo. Beati loro!

Termino la mia prova in 32'34" al ritmo di 4'11" sui 7800 metri segnalati dal satellitare. Pur non avendo registrato un tempo eccezionale, resto comunque soddisfatto della mia gara, rimandando all'autunno un miglioramento delle prestazioni.

Dopo la gara ho avuto modo di conoscere Mario, Fausto e, finalmente, Massimo, motopodista di Druento.

Sono soddisfatto anche del pacco gara, composto da una crostata di albicocche, un pacco di caffè, una bustina di grissini, mezzo chilo di pasta ed una piccola sveglia.

Per vedere le prime immagini della gara è sufficiente cliccare sul collegamento qui sotto indicato. Si tratta solo di alcuni scatti: tutte le altre fotografie saranno pubblicate prossimamente.
FOTOGRAFIE DELLA STRAGIAVENO

giovedì 17 luglio 2008

Fotografie Gara al Colle del Lys



Quasi due settimane fa si è disputata un'impegnativa corsa podistica al Colle del Lys. In attesa della classifica, che dovrebbe venir pubblicata sul sito dell'ATLETICA UISP, metto a disposizione alcune immagini relative alla partenza.

Le foto sono state gentilmente concesse dall'amico Alberto, ideatore dell'ottimo sito PREVENIRE DI CORSA. Alberto, che ha partecipato il medesimo giorno e nel medesimo luogo alla sua prima gara di Orienteering, ha pensato di immortalare gli attimi della partenza della gara di corsa.

Ringrazio Alberto per le foto e gli faccio i complimenti per il secondo posto di categoria alla sua prima partecipazione in una gara di Orienteering.

Per vedere le foto, è sufficiente cliccare sul collegamento qui di seguito riportato o direttamente sull'immagine in alto riportata:
FOTOGRAFIE GARA AL COLLE DEL LYS

mercoledì 16 luglio 2008

Quel fastidioso problema...

Con l'arrivo della bella stagione il caldo e l'afa creano non pochi fastidi a chi corre. Un problema comune a molti podisti maschi è lo sfregamento dei capezzoli con il tessuto tecnico della canottiera. Se il caldo è particolarmente intenso e la gara piuttosto lunga, è normale vedere all'arrivo di una competizione alcuni corridori con la parte superiore della canotta macchiata di sangue.

Quali sono le soluzioni? I normali cerotti tendono a staccarsi a causa del movimento e del sudore e si rivelano dunque inefficaci. Alcuni preferiscono indossare tessuti in cotone: in tal modo però non portano quasi mai la divisa della loro squadra.

Un accorgimento molto usato è, invece, quello di utilizzare l'olio di vaselina o qualche altro prodotto con proprietà simili. In questo caso l'unico inconveniente è dato dalle macchie che restano sul tessuto, cancellabili del resto con uno o due lavaggi.

Qualche anno fa ho provato una garza auto-adesiva che avevo in casa e che si è rivelata molto efficace. L'uso principale indicato dalla confezione è relativo al fissaggio di medicazioni, ma l'utilizzo alternativo di cui parlo si dimostra ottimo nel risolvere tale problema. Applicata direttamente sulle parti interessate, non presenta i consueti incovenienti di scollamento legati ai cerotti. Questo particolare adesivo, infatti, non si stacca per tutta la durata della gara o dell'allenamento, qualunque sia la lunghezza che si percorre e il sudore che si produce.

La prova del nove l'ho effettuata l'anno scorso alla Maratona di Vienna, quando ho utilizzato la garza non solo per l'uso sopra accennato, ma anche come protezione per le dita dei piedi. A fine gara non ho riscontrato alcun problema, eccezion fatta per una piccola vescica completamente sparita in un paio di giorni.

sabato 12 luglio 2008

Carton Rapid Race, il filmato



E' ormai passata una settimana dalla gara di Cesana. In alto potete vedere un breve filmato sulla barca che ha portato me, Omar e Davide al traguardo. "Va pian ca sa sghia", questo il nome dell'imbarcazione, è riuscita a reggere la forza dell'acqua e gli impatti contro le rocce. Preciso che abbiamo sì tagliato il traguardo, ma la barca si è distrutta subito dopo, come penso sia capitato a tutti o quasi i partecipanti.

Guardando il filmato si nota come la nostra barca abbia tagliato il traguardo con la poppa invece che con la prua; del resto, redirezionare la barca dopo un impatto contro una roccia è tutt'altro che semplice.

Approfitto per salutare Danilo, cha ha partecipato anche lui alla manifestazione con l'imbarcazione "La geisha e la barca floscia". Purtroppo, la sua barca si è disfatta già alla partenza, ma ha comunque ricevuto un premio come "Carton Boat più simpatica".
 

blogger templates | Make Money Online