mercoledì 5 novembre 2008

La corsa in montagna



La maggior parte di coloro che praticano podismo a livello amatoriale da almeno uno o due anni ha molto probabilmente partecipato ad una competizione di corsa in montagna o qualcosa di simile. La corsa in montagna può essere considerata la versione montana del podismo su strada. In gara i terreni devono poter consentire l'azione della corsa in ogni tratto o, almeno, in gran parte del tracciato. L'asfalto, se presente, non dovrebbe superare il 20% del percorso totale.

Nelle gare internazionali si consigliano distanze di circa 12 km per gli uomini e di 8 km per le donne, con tratti di salita rispettivamente di 1.200 e 800 metri, ridotti a 750 e 500 metri in caso di partenza ed arrivo allo stesso livello.

Pur presentando diverse affinità, la corsa in montagna non va confusa con lo SKYRUNNING, disciplina con gare che si disputano a quote comprese tra i 2.000 e i 4.000 metri, con notevoli dislivelli e con una lunghezza del percorso gara spesso superiore ai 20 km. Nei percorsi di SKYRUNNING ci si può imbattere in tratti innevati o ghiacciati con difficoltà alpinistica non superiore al secondo grado. Lo SKYRUNNING è una disciplina più giovane rispetto alla corsa in montagna: risale al 1995 la fondazione della Federazione Sport Alta Quota (FSA) che si occupa di gestire tale discplina, mentre la corsa in montagna ricade negli statuti della FIDAL.

Vale la pena leggere l'articolo di Roberto Albanesi sulla corsa in montagna, che riporta interessanti spunti riflessivi relativamente a tale disciplina. Albanesi, tra le altre cose, pone l'accento sulla forza specifica, ovvero la forza in relazione al peso dell'atleta: tale parametro va preso in seria considerazione ed eventualmente curato con un appropriato allenamento, onde evitare di trovarsi in netto svantaggio rispetto ad atleti più dotati in tal senso.

Non si può parlare di corsa in montagna senza fare riferimento ad un atleta italiano che è l'emblema di tale specialità a livello nazionale ed internazionale. Si tratta di Marco De Gasperi, tesserato per il Corpo Forestale dello Stato: questo ragazzo, nato nel 1977, vanta nel suo palmarès numerosi successi nei vari campionati mondiali, europei e italiani, individuali e di squadra. Ha fatto inoltre suo, nel 2003, il record del mondo nella Class Vertical Kilometer Val d'Isere con l'eccezionale tempo di 34’51”. Insieme al neozelandese Jonathan Wyatt è forse il più grande atleta a livello mondiale della corsa in altura.

Per ulteriori appofondimenti:
CORSAINMONTAGNA.it
Articolo di WIKIPEDIA
ALPINIA.net
CAICIM.it
Articolo di Albanesi

5 commenti:

La Polisportiva ha detto...

Secondo me va ben distinta la "gara", dall'uscita di allenamento. Se si gareggia, è una cosa seria e serve allenamento specifico, ma se si tratta di allenamento (magari per variare l'uscita di lento) è alla portata di tutti. Ed è un bel diversivo per la mente e i polmoni. Occhio però al meteo.
Ciao.

Massimo ha detto...

...Non dimentichiamo anche Gabriele Abate che pur lavorando,e non facendo parte di alcun gruppo militare e' riuscito ad emegere nonostante....;parlo di lui anche perche' e' un altleta che vediamo ogni tanto nelle gare su strada...
NB facciamo caso che a parte Baldini che viene dalla pista,tutti i piu' grandi maratoneti italiani provengono dalla corsa in montagna,ad esempio Bordin,oppure Walter Durbano,Maura Viceconte;dal prossimo anno ci sara' Elisa Desco...

Anonimo ha detto...

NON DIMENTICHIAMOCI DEL GRANDISSIMO, ESORDIENTE MA GIà CAMPIONE ITALIANO DEMATTEIS BERNARD (CLASSE 1986).....COME DETTO IN TRASMISSIONE DA BOCCHINO FA IL BOCIA......IL MURATORE FINO ALLE 18 E POI SI ALLENA...QUELLO è UN GRANDE...........LO ABBIAMO VISTO IN QUALCHE CROSS TIRARE TUTTA LA GARE A CIRIè, TROFARELLO, ECC......

Mathias ha detto...

http://iniziareacorrere.blogspot.com è il nuovo indirizzo del mio blog, puoi aggiornarmi nei link.. grazie
mathias

Andrea ha detto...

@Lapolisportiva
Sono d'accordo. Per uno come me abituato alla pianura cittadina e all'asfalto, una corsa in montagna può essere solo un allenamento e non una gara.

@Massimo
Hai ragione. Il fatto che parlare di tutti sarebbe stato troppo lungo e così ho citato solo De Gasperi, che forse è un po' il portabandiera della corsa in montagna in Italia e nel mondo.

@Anonimo
E' vero, anche lui è uno fortissimo. Come ho detto sopra a Massimo ho scelto di citare solamente De Gasperi, rappresentante della corsa in montagna a livello nazionale e mondiale, senza nulla togliere agli altri. Non ho nemmeno parlato dei campioni dello SKYRUNNING, specialità diversa dalla corsa in montagna. Faccio sempre in tempo a citare tutti in altri post... ;-)

@Mathias
Grazie, Mathias. Provvedo ad aggiornare subito.