giovedì 3 gennaio 2008

TUTTADRITTA, tutta da raccontare - 2° parte


Ci ho messo un po' di tempo, è vero, ma alla fine sono riuscito a completare il racconto dell'ultima gara di quest'anno, pardon ;-), dell'anno scorso, intendevo dire.

DOMENICA

Sono le 8 meno dieci di domenica mattina. E' ora che mi alzi e mi prepari. Il riposo è stato breve, ma il risveglio non è poi così terribile; sapete com'è, a volte, pur dormendo poco, ci si sente in forma lo stesso.

Esco di casa alle otto e mezza e vado a prendere il pullman. Mi dirigo in piazzale Caio Mario dove spero di prendere la navetta messa a disposizione dall'organizzazione di TUTTADRITTA. Male che vada ho dietro con me l'abbonamento, in modo da poter usufruire almeno del pullman di linea.

Ad un certo punto intravedo la navetta: faccio segno all'autista di fermarsi. Lui gesticola di no; allora insisto e gli indico la mia borsa. Si ferma e mi fa salire, dicendomi: "Guardi che la fermata non è questa, ma la prossima". Gli spiego brevemente che l'organizzazione non mi aveva saputo dare indicazioni precise sulla locazione precisa dello scalo in Piazzale Caio Mario. Ma poco importa, ormai sono salito.

L'autobus è pieno di gente; cerco di scovare qualche volto conosciuto, ma non vedo nessuno che conosca. Finalmente arriviamo in piazza Solferino. Vedo Manuela già in fase di riscaldamento: caspita, direi che si è mossa con largo anticipo!

Appena sceso mi svesto, sfoggiando il mio completo Kalenjii rosso fuoco. Orgoglioso del mio abbigliamento, mi guardo intorno e mi accorgo di avere molti cloni. Pazienza, non avrò l'esclusiva. Forse avrei avuto qualche speranza maggiore se avessi indossato marche più blasonate :-D

Una volta pronto, vado a depositare la borsa sulla camionetta dei numeri dall'1 al 700. So che Guido ha il pettorale 647. Resto vicino alla camionetta per vedere se arriva, ma niente da fare. A quel punto vedo di fare un po' di riscadamento. Tengo un ritmo blando, molto blando, giusto per sciogliere un poco le gambe.

Dopo un breve riscaldamento, decido che è ora di sistemarmi dietro lo striscione per evitare di rimanere imbottigliato alla partenza; sono le ore 9.34 e lo sparo avverrà alle dieci. Meglio posizionarsi un po' prima - penso - piuttosto che rimanere incastrato in mezzo alla folla.

Un po' prima dello start, lo speaker blatera qualcosa del tipo: "...per questa gara, che parte da piazza Solferino per arrivare alla Reggia di Venaria Reale." Cosa?!? Come?!? Chi?!? Non ditemi che hanno modificato il percorso all'ultimo momento? No no, solo una piccola gaffe del nostro amico ;-)

Alle dieci in punto, con germanica precisione, si sente lo sparo. Pur essendomi posizionato davanti, l'impatto mi è sembrato piuttosto violento. Qualche gomitata e via! Non voglio immaginare cosa sia successo nelle retrovie...

Ho deciso di far partire il cronometro al momento esatto dello sparo. Il real time non ha nessuna importanza per me, a me interessa solo vedere che il tabellone segna-tempo di Stupinigi mi dica che sono sotto i 40 minuti. La gente che mi sta davanti mi sembra davvero tanta. Bah, sicuramente ne metterò dietro una bella fetta, penso. Povero illuso!

Solitamente in gara non mi preoccupo molto dei parziali cronometrici, ma oggi è diverso. Il primo chilometro lo chiudo in 4'04", tempo che ritengo accettabile; la partenza non mi ha fatto perdere la testa, molto bene - penso.

Il secondo km lo corro in poco meno di 4 minuti. Mentre corro, guardo avanti a me e vedo alcune facce note che, oggi come in altre gare, mi stanno davanti. Poco più avanti a me c'è anche l'inossidabile Eugenio Bocchino. Continuo a correre tenendo un passo piuttosto uniforme e al terzo chilometro raggiungo e supero Osvaldo, amico podista dell'Atletica Nichelino, che ogni tanto incrocio durante i miei allenamenti al Parco Colonnetti. Lo saluto mentre lo sorpasso, lui alza il pollice della mano destra e io gli rispondo allo stesso modo ad indicargli che va tutto bene.

Tutto bene più o meno. Il quarto chilometro, infatti, lo chiudo in 3 e 55 e fin qui è tutto in regola. Il cartello della distanza è posto proprio nel punto in cui corso Galileo Ferraris confluisce in corso Unione Sovietica con una leggera rientranza a sinistra - la curvatura dev'essere per forza leggera, altrimenti che TUTTADRITTA sarebbe? ;-). Il chilometro successivo, ahimè, lo chiudo sopra i quattro al km, e più precisamente in 4'05". Forse sto prendendo fiato, penso. Tuttavia, i km successivi li corro ad una velocità di poco superiore ai 4 al km.

E, finalmente, arrivo al cartello del nono chilometro. Con un po' di paura dò un'occhiata al mio cronometro: il quadrante segna 36 minuti e 8 secondi. Ce la posso ancora fare, penso. Del resto, si tratta solo di correre l'ultimo km in un tempo non superiore ai 3 e 52. Mi sembra pienamente alla mia portata, tenendo conto anche del fatto che sono ormai a fine gara.

Ancora adesso mi chiedo come mai non sia riuscito nel mio tentativo. Forse non ce l'ho messa tutta, forse avevo paura di premere troppo sull'acceleratore e di tagliare il traguardo senza benzina, forse non sono riuscito a sfruttare la scia delle persone che mi stavano davanti. Ma, purtroppo, i podisti subito avanti a me, pur vicini, in quel momento mi sono sembrati troppo lontani perché riuscissi ad agganciarmi ad uno di loro. Forse, più semplicemente, doveva andare così.

Poco prima dell'arrivo sento la voce dello speaker che annuncia l'arrivo di Eugenio Bocchino, una scena già vissuta nelle altre edizioni di TUTTADRITTA a cui ho preso parte. E intanto io continuo a correre e a cercare l'arrivo. La Palazzina di Caccia di Stupinigi si fa sempre più vicina, le persone a lato strada sono sempre di più, comincio a scorgere i lineamenti del tabellone. Ora si fa più chiara anche la scritta gialla su sfondo nero del cronometro ufficiale della gara: 39'54", 39'55", 39'56", nooooo... Non ce l'ho fatta, peccato davvero! Fermo il mio cronometro a 40 minuti e 5 secondi e questo sarà il mio tempo ufficiale.

Di seguito, i miei parziali chilometrici così come li ho registrati sul mio fido Timex Ironman:
01° KM: 04'03"98
02° KM: 03'57"24 (08'01"22)
03° KM: 03'55"84 (11'57"06)
04° KM: 03'55"61 (15'52"67)
05° KM: 04'05"59 (19'58"26)
06° KM: 04'04"04 (24'02"30)
07° KM: 04'01"10 (28'03"40)
08° KM: 04'02"69 (32'06"09)
09° KM: 04'02"42 (36'08"51)
10° KM: 03'57"31 (40'05"82)

Appena tagliato il traguardo, seguo la coda di podisti nel percorso guidato - e obbligato ;-) - per raggiungere il ristoro e gli spogliatoi. Nel frattempo, ritiro la medaglia di partecipazione e restituisco il chip.

Saluto Franco, che ha chiuso la sua prestazione nell'ottimo tempo di 34 minuti e 10 secondi. Bravissimo come sempre!

Bella gara, comunque. Mi sono piazzato in 290° posizione su più di 3200 classificati, senza contare i non competitivi. Beh, direi che 4000 persone che tagliano il traguardo in una gara di dicembre a Torino è un grandissimo evento. Tenendo conto che a soli 150 km di distanza si sta correndo una maratona, a Milano per l'esattezza. Complimenti davvero a tutti: organizzazione, podisti e spettatori.

Questa è stata l'ultima gara del 2007 e penso che sarà anche l'ultima del 2008. Ma adesso è appena cominciato il nuovo anno; vediamo cosa succederà.

Grazie, Emily, per la splendida vignetta, che potete ammirare all'inizio del post, dove uno strano essere a guisa di 39 e 59 si vanta di avermi beffato proprio sul traguardo.

Un saluto a tutti quanti!

11 commenti:

franchino ha detto...

Non ti crucciare Andrea, ormai sei prossimo a scendere sotto i 4'00'' al km. Forse la tensione per farcela ha un effetto controproducente sulla prestazione? Secondo me una volta che abbatterai questo "muro" poi correrai più facilmente sotto i 4'00''. Ci devi credere! Sei lì! L'ultimo mille devi correrlo a occhi chiusi (beh magari uno tienilo socchiuso...;-) ).
Certo che sarebbe stato un bello scherzetto farci arrivare a Venaria...!

Mathias ha detto...

Hai impiegato tanto a scrivere questo racconto, ma ne è valsa la pena! Emozionante.. mi cibo di questi resoconti!
Chissà se un giorno pure io, che ora lotto con il muro dei 50 minuti, potrò aver a che fare con quello che stai afforndando tu..mi lascio cullare dai sogni :)

Micio1970 ha detto...

Dai quest'anno sfonderai il muro dei 39' ...
Bel post!

Guido ha detto...

L'anno non è iniziato nel migliore dei modi, almeno per me...tra mal di gola , raffreddori e dolori di varia natura non mi sono ancora ripreso (oh dico quest'anno son 40! :-) ). In questi casi si ha sempre la sensazione di aver perso tutto l'allenamento ed i sacrifici dell'anno precedente. Ma so che non è così...ce la faremo Andrea ne sono convinto!Il prossimo anno la correremo insieme per giocarcela l'ultimo km :-)

Guido ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Secondo me x stare sotto i 4' al km devi inventarti qualcosa di nuovo o i diverso negli allenamenti...
Ciao,Massimo

Paolino ha detto...

E cosi anche tu conosci Osvaldo.
Eravamo compagni di squadra all'Atletica Nichelino e quando la bella stagione ci permette di correre al boschetto si aggrega sempre al nostro gruppo.

Furio ha detto...

Andrea la gara è stata buona, hai tenuto duro fino alla fine, ormai il muro dei 40' sui 10000m è ampiamente alla tua portata, la prossima volta gli darai una gran testata sul finale e cadrà ;)

Andrea ha detto...

@Franco
Durante la gara i miei occhi erano sempre incollati sul cronometro. Un po' di tensione c'è stata di sicuro, ma penso che il problema maggiore sia stato il fatto che stavo correndo al limite delle mie capacità in quel momento. Va bin parei, nè? :-D

@Mathias
Penso che tu ce la possa fare benissimo. In bocca al lupo!

@Micio1970
Grazie. Ci spero anch'io di stare sotto i 39'...

@Guido
Quando uno è fermo, qualunque sia il motivo, è preoccupato di perdere chissacchè. E' normale, ma vedrai che appena ti riprenderai andrai alla grande. E ce la giocheremo sul filo di lana... ;-)

@Massimo
Io, invece, sono convinto che non sia ancora necessario... ti farò sapere. Ciao, Massimo.

@Paolino
L'ho conosciuto due anni fa, quando lavoravamo per la stessa azienda.

@Furio
Ah ah, grazie per l'incoraggiamento! Ciao Furio.

Master Runners ha detto...

Fossi in te più che muro ormai lo chiamerei muretto, ...basta talmente così poco ormai!
Anch'io lo chiamo muretto......è talmente così lontano dal mio passo che lo vedo piccolo!! :D

Andrea ha detto...

Eh si, ormai è proprio ora di buttarlo giù questo muretto :-D. Dai, qualche sforzo e ti avvicini anche tu!