martedì 8 luglio 2008

Atleti che hanno fatto la storia: Emil Zàtopek

Provate a pensare di essere in gara. Ad un certo punto affiancate un podista che ansima in modo piuttosto pesante. Ecco, Emil Zàtopek, l'atleta che nelle Olimpiadi del 1952 riuscì a vincere ben tre medaglie d'oro nei 5000, nei 10000 e nella maratona, si comportava nel modo che ho appena descritto. E proprio per questo motivo fu soprannominato "La locomotiva umana".

Nato da una famiglia di umili origini, a vent'anni scopre il suo talento per la corsa. Spinto dal motto "La corsa come abitudine", si sottopone a durissimi allenamenti. Diverrà, tra l'altro, precursore dell'Interval Training nella forma ripetuta di 400 metri + recupero di 200 metri, allenamento utilizzato ancora oggi dai mezzofondisti.

Alle Olimpiadi di Londra nel 1948, Zàtopek vinse la medaglia d'oro nei 10000 metri e giunse secondo nei 5000. Tre anni dopo riesce a correre 20 km in meno di un'ora. L'impresa che lo farà a buon diritto entrare nella leggenda è però quella che compie alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952. In tale occasione, primeggia sulle distanze dei 5000 e dei 10000 metri. E poi, con una decisione presa all'ultimo, partecipa e vince la prova sui 42 km, distanza sulla quale non aveva mai gareggiato. A rendere ancora più eclatante un'impresa già di per sè straordinaria è il fatto che in tutte e tre le occasioni Emil Zàtopek riesce a stabilire nuovi record mondiali. Due anni dopo diventa il primo atleta in grado di abbattere il muro dei 29 minuti sui 10000 metri.

Le sue straordinarie imprese hanno fatto sì che fosse considerato alla stregua di un eroe nel paese in cui era nato. Ma il suo emergere in ambito sportivo venne compensato dalla parabola discendente che la sua vita venne ad assumere. Dapprima figura influente nel Partito Comunista, poi, appoggiata l'ala democratica del partito e dopo la Primavera di Praga, perse tutti gli incarichi di livello e fu costretto a lavorare in una miniera di uranio. Infine, una lunga malattia lo portò poi via all'età di 78 anni.

Pochi anni fa è stata portata nei Giardini del Museo Olimpico di Losanna, in Svizzera, una statua in bronzo dedicata a questo straordinario personaggio dell'atletica.

(liberamente tratto da WIKIPEDIA.it e BIOGRAFIEONLINE.it)

2 commenti:

La Polisportiva ha detto...

Incredibile storia.
Un modello da seguire sulla pista e nella vita. Però evidentemente conta anche molto la fortuna e la diplomazia...

UomoCheCorre ha detto...

Certo i buoni risultati dipendono solo in parte dalle capacità e dall'impegno utilizzati. Purtroppo determinate scelte ideologiche, specie in situazioni in cui la libertà di pensiero è ridotta al minimo, si pagano care...