lunedì 7 luglio 2008

Carton Rapid Race, la costruzione della barca



E dopo l'incredibile avventura a Cesana, vediamo di entrare più nel dettaglio per raccontare la divertente esperienza. Comincerò a parlare dei preparativi per la gara.

Prologo
Venerdì sera Davide e Cristina passano sotto casa mia con il furgone per caricare il cartone necessario alla costruzione della barca. Subito dopo partono da Torino per Sestriere Borgata, dove il nostro amico Luca ci ha messo a disposizione un alloggio per dormire.

Il giorno seguente, io e Omar, dopo aver comprato ulteriore cartone da Leroy Merlin perché "non si sa mai, potrebbe non bastare...", siamo partiti alla volta di Cesana. Appena arrivati, nel pomeriggio, incontriamo Davide e Cristina che hanno già provveduto a confermare l'iscrizione e a ritirare il pacco gara. Per fare gruppo, indossiamo subito la maglietta dell'evento e, bardati di quell'indumento simbolo, ci sentiamo già mentalmente proiettati verso la gara del giorno dopo.

Verso le otto di sera saliamo a Bousson, poco sopra Cesana, e lì ceniamo in pizzeria con Luca e i suoi amici. Poi torniamo a Cesana per assistere al concerto dei TIME TRAVEL, gruppo che propone un revival della musica anni '70 e '80. Quando andiamo via di lì, sembra che la festa non debba mai terminare. Prima dell'una saliamo a Sestriere Borgata per andare a dormire nell'alloggio di cui parlavo prima.

Preparativi per la costruzione
Il mattino ci alziamo di buon'ora e scendiamo da Sestriere a Cesana, parcheggiando in prossimità del campo gara. Il tempo, inizialmente sereno, fa pian piano sfoggio di nuvole sempre più minacciose. La speranza che non piova si affievolisce sempre più.

Poco dopo, ci raggiungono i miei genitori, mia sorella e i miei nipoti, venuti ad assistere all'evento. Più tardi, però, mentre stiamo sistemando i cartoni, comincia a cadere qualche goccia di pioggia. Man mano la pioggia si fa più insistente. A quel punto cerco disperatamente mio padre per recuperare gli ombrelli dentro la macchina.

Tutto sembra volgere al peggio quando, per fortuna, due ragazze amiche di Davide e Cristina, anche loro presenti alla gara e sistemate nello spiazzo accanto a noi, ci offrono riparo sotto il loro ampio telone antipioggia. Meno male! Tutta quell'acqua avrebbe di certo rovinato irrimediabilmente la nostra cartacea materia prima.

La pioggia è sì passeggera, ma il cielo resta sempre coperto. Alle 9.30 tutti i capibarca, tra cui il sottoscritto, sono chiamati a radunarsi presso il punto d'iscrizione per ricevere alcune importanti indicazioni da parte degli organizzatori. E in quel momento conosciamo la persona da cui ha avuto origine, ben diciotto anni fa, la manifestazione. Sarà la presenza di un tale personaggio, sarà il momento particolare, sarà semplicemente una gran dose di fortuna - qui direi che sono stato piuttosto educato ;-) - fatto che sta che proprio in quegli istanti si apre uno spiraglio di sereno, che in breve si fa sempre più ampio e pone fine alla pioggia. Prima delle dieci ci sarà ancora un brevissimo lasso di pioggia, che comunque non provoca danni.

La barca
Alle dieci in punto, gli organizzatori danno il via ufficiale alla costruzione delle barche. Io, Omar e Davide cominciamo allora una corsa contro il tempo per realizzare l'imbarcazione che ci porterà - speriamo - al traguardo. Due ore di tempo, fino a mezzogiorno, e poi non si potrà più modificare il mezzo di trasporto cartaceo da noi creato.

Durante la costruzione della barca, noto la perfetta intesa di lavoro fra Davide e mio cognato. Inoltre, la manualità di Davide, falegname di professione, ci offre un notevole aiuto. Direi che ho scelto proprio il gruppo di lavoro giusto.

A mezzogiorno, dopo aver finito gli ultimi ritocchi, l'organizzazione ferma la costruzione delle imbarcazioni. Ormai, i giochi sono fatti. La nostra barca, da me battezzata Va pian ca sa sghia, è fatta in questo modo: la lunghezza dello scafo, prua compresa, è intorno ai 2,70 metri. La larghezza è di 90 centimetri e gli argini laterali superano il mezzo metro di misura. Al fine di renderla più robusta, abbiamo pensato di inserire due pannelli divisori, utili anche come segnaposto. Davanti si posizionerà il concorrente più forte e più leggero, ovvero Davide. Al centro Omar e io dietro.

Nella foto a lato riportata, rispettivamente io, Omar e Davide in posa dentro la barca un'ora prima dell'inizio delle partenze. Rimando alle prossime puntate il racconto della gara vera e propria.

4 commenti:

franchino ha detto...

Grande Andrea! Mi spiace non essere potuto venire a vedervi e a farvi il tifo!

UomoCheCorre ha detto...

Sarebbe stato bello sì, la gara era divertentissima!!!

Anonimo ha detto...

e speriamo che nel 2009 ci sia il sole tutto il giorno....

Vi aspetto

luciano (speaker)

UomoCheCorre ha detto...

@Luciano
Spero proprio di sì. Diciamo che quest'anno il tempo ha rovinato praticamente tutta la stagione: mi sembra che si sia sfogato abbastanza... ;-)

Allora, all'anno prossimo, ciao!